Manipolazione: istruzioni per l’uso



Christophe Carré ne è certo: la manipolazione fa parte della vita di tutti e non è in realtà possibile eliminarla. Meglio, quindi, conoscerla, per capire quando noi stessi la utilizziamo e per imparare a difenderci quando qualcuno ci manipola.

Il testo è molto documentato e può introdurre allo studio di questo tema un po’ insolito anche se molto presente nelle nostre vite; l’approccio è pragmatico e molto concreto, perché l’autore è un mediatore professionale e un coach.

Manipolare significa convincere qualcuno a far qualcosa senza esplicitare le nostre intenzioni: gran parte della comunicazione pubblica e privata ha in effetti questo significato, e tutti conosciamo il potere delle parole e della retorica nelle sue migliori e peggiori espressioni. Tutti vorremmo che le cose andassero proprio come vogliamo noi, e cerchiamo di creare le condizioni perché questo possa accadere, convinti che sarebbe il meglio per tutti. Nella sua approfondita esplorazione Carré ci conduce a riconoscere la manipolazione quasi in ogni azione e in ogni discorso, nostro e degli altri, di persone e istituzioni: è sufficiente che lo scopo della comunicazione sia implicito. Naturalmente in questo percorso dobbiamo riconoscere che chi cela i suoi scopi può facilmente operare a proprio favore, o addirittura a sfavore dell’altro. E questo è proprio il motivo per cui preoccuparci di riconoscere la manipolazione nelle azioni e nelle parole indirizzate a noi dagli altri: perché altrimenti rischiamo di accettare pressioni che non cogliamo, di modificare le nostre percezioni e di fare scelte che non rispondono per nulla ai nostri interessi.

La manipolazione che mi ha sorpresa è quella “per ignoranza”, la più comune: chi ha paura di essere rifiutato o di non essere capito, chi non è in grado di essere chiaro o di chiedere un confronto diretto, può cercare di spingere gli altri a condividere le sue opinioni in modo maldestro. Se la pressione non funziona, il manipolatore diventa critico e molto giudicante o cerca di far sentire in colpa.