COSA CI HA INSEGNATO QUESTO MESE


21/03/2020. Esattamente un mese fa iniziava tutto. Un mese che è stato per tanti aspetti sia brevissimo che interminabile. Il tempo, soprattutto nelle ultime due settimane ha preso o ha ripreso un valore diverso da quello a cui eravamo abituati. Appuntamenti, scadenze, impegni sono stati sostituiti con l’attesa, la sosta. Con il cambiare del tempo sono cambiati anche i rumori, abbiamo scoperto il silenzio fuori e dentro di noi.

Questi giorni di attesa e preoccupazioni sono stati riempiti dagli aggiornamenti di chi invece non si è fermato mai, anzi di chi ha dovuto mettere l’acceleratore. Per salvare vite. Di chi di ore ne avrebbe volute 48 invece che 24 in una giornata. Gli operatori sanitari, tutti.

Uno di loro, Amedeo Capetti, infettivologo e consulente dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, ha scritto una lettera pubblicata il 18 Marzo 2020 dal quotidiano “Il Foglio”. Lettera dalla trincea.

Con questa lettera arriva forte un messaggio. Messaggio che parte dalla corsia dell’ospedale, dal contatto con i pazienti fino ad arrivare alle case dove gli italiani devono stare per far sì che questo periodo possa finire. L’arrivo di un mondo nuovo.

Il dottor Capetti scrive: “Quello che io sto vivendo, ma credo che sia esperienza anche di molti altri, è l’avverarsi di un fenomeno che non di rado noi medici vediamo in chi è scampato a un pericolo potenzialmente mortale: L’ESPERIENZA DI APRIRE GLI OCCHI E ACCORGERSI CHE NULLA E' PIU’ SCONTATO”.OSSIA TUTTO E’ UN DONO.” E ancora: “La grazia di questa nuova coscienza di sé trasforma radicalmente ciò che facciamo, genera STUPORE, AMICIZIA: oggi non ci possiamo abbracciare ma un sorriso ci dice ancora di più di quanto potrebbe dire un abbraccio.”

Sappiamo che nulla sarà mai come prima. Consapevolezza e gratitudine sono vocaboli che ogni giorno sempre di più acquistano una nuova luce.

Consapevolezza della nostra fragilità e vulnerabilità e gratitudine per quello che abbiamo a partire dal semplice respiro che oggi è cosi poco scontato.

E’ dura tenera la speranza accesa, e le continue ambulanze e le notizie tragiche non possono e devono essere ignorate, ma dobbiamo farcela. Per noi che siamo a casa, per chi è in prima linea e per le generazioni future. E’ un passaggio per un futuro migliore, la storia lo insegna.

Mai come in questo momento dobbiamo AFFIDARCI alla vita e avere FIDUCIA.

NESSUNO SI SALVA DA SOLO.

Vanessa Madonia e l'équipe di Associazione Link Lab